Generatore a potenziale elettrostatico
Questo semplice motore utilizza il potenziale elettrostatico tra l'atmosfera e la Terra e la proprietà che le cariche elettriche di stesso segno si respingono. Se collochiamo Generatore a potenziale elettrostaticoun'antenna in alto nell'atmosfera, l'antenna e ogni oggetto ad essa collegato mediante un filo elettrico isolato possiederanno la stessa carica. Il materiale utilizzato per l'antenna determinerà la corrente di ioni prodotta. L'alluminio è una buona scelta.

Fondamentalmente il motore elettrostatico crea un percorso facile perché la carica elettrica scorra dall'atmosfera alla Terra e così facendo estrae energia.

L'immagine mostra il funzionamento del motore elettrostatico.

I due piatti sulla sinistra sono allo stesso potenziale elettrostatico dell'atmosfera e i due piatti sulla destra sono allo stesso potenziale della Terra. Il disco al centro ha una superficie conduttrice su ogni lato, e queste superfici sono divise a metà da una striscia di materiale isolante. Ogni coppia di piatti è collegata alla zona conduttrice sulla rispettiva faccia del disco da una spazzola.
Consideriamo la parte sinistra del diagramma: i piatti e la zona conduttrice sul disco possiedono la stessa carica elettrostatica quando sono collegati dalla spazzola. Quindi si genera tra di essi una forza di repulsione. Lo stesso accade sul lato destro. Comunque la cariche sulla parte sinistra del disco e sui piatti di destra sono opposte e tra di essi c'è una forza di attrazione. Allo stesso modo avviene tra la parte sinistra del disco e i piatti di destra. Il risultato è che il disco è portato a ruotare di 180º. Quando questo avviene, le spazzole toccano le facce opposte del disco e l'intero procedimento ricomincia. Una volta compiuto un primo giro per avviare il motore, esso continuerà a girare e a produrre energia elettrica.

Fonte: www.na.iac.cnr.it
Generatore a induzione elettromagnetica
Questo dispositivo utilizza un nuovo metodo di estrazione dell'energia Generatore a  induzione elettromagneticaelettrica dall'acqua che scorre. Diversamente dai tradizionali metodi idroelettrici, che usano la pressione dell'acqua per mettere in rotazione i generatori, questo dispositivo usa l'induzione elettromagnetica.

Il generatore a flusso d'acqua è costituito da una condotta in cui scorre acqua salata. Alla sommità e sul fondo della condotta sono collocati due magneti permanenti di polarità opposta. Ai lati della condotta sono sistemati due elettrodi di un metallo resistente alla corrosione provocata dall'acqua salata.
Quando l'acqua scorre nella condotta, se i due elettrodi sono collegati a un filo, in questo filo si genera una corrente indotta. La direzione di questa corrente è data dalla regola della mano destra di Fleming.

Lo strumento utilizza acqua salata e quindi non può essere usato per bacini interni, come fanno le centrali idroelettriche. Può tuttavia essere alimentato dalle maree, che arrivano a muoversi anche a 15 km all'ora. Nota che la corrente scorrerà nella direzione opposta quando la marea cambia direzione.
Un uso alternativo piuttosto interessante per questo dispositivo è nella propulsione di imbarcazioni. Se la condotta è montata su una barca e viene applicata una corrente agli elettrodi, l'acqua sarà forzata a scorrere nella condotta e la reazione farà muovere la barca. Se la corrente cambia verso, la barca si muoverà nella direzione opposta.

Fonte: www.na.iac.cnr.it
Motore a basso gradiente termico
Questo strumento è una semplice macchina termica. Consiste in un certo numero di coppie opposte di contenitori collegati da un tubo.

Nei contenitori c'è un liquido con un basso punto di ebollizione. Il liquido nel contenitore più in basso è riscaldato dall'acqua, diviene vapore e risale nel contenitore superiore. Qui il gasMotore a basso gradiente termico è raffreddato, anche mediante una corrente d'aria fredda, e condensa. Allora, per azione della gravità, il contenitore tende a scendere e quindi l'intero meccanismo ruota. Il contenitore torna così nell'acqua riscaldata e il procedimento ricomincia.

La scelta del liquido da utilizzare dipende dalla temperatura a cui opera il sistema. Se esso è costruito correttamente, una differenza di temperatura di soli 4°C tra l'acqua e la cima del dispositivo è sufficiente per il funzionamento. Chiaramente, se si riesce a ottenere una differenza di temperatura maggiore, il sistema sarà più robusto rispetto alla variazione delle condizioni.

L'acqua può essere riscaldata dal calore del sole o può provenire da sorgenti calde.
Lo strumento ruoterà a circa un giro al minuto (1 rpm). E' davvero lento, se confrontato con un motore elettrico che gira a migliaia di rpm. Comunque, la ruota delle temperature produce un grande momento e può essere adattata per ruotare a velocità maggiore.

Fonte: www.na.iac.cnr.it
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità
Molti dispositivi per la produzione di energia forniscono effetti a bassa velocità ma con un elevato momento. Convertire quest'energia in elettricità richiede degli adattamenti per ottenere una maggiore velocità di rotazione. Ma questi adattatori comportano inevitabilmente una perdita di energia dovuta ad inefficienza. Il processo di conversione in energia elettrica ha a sua volta delle perdite di energia dovute ad inefficienza.

Queste perdite di energia sono percepibili come rumore o calore prodotti.
Il riscaldatore rotante è un modo per convertire l'energia a bassa velocità ed elevato momento in calore evitando eccessive inefficienze.
Il meccanismo consiste in due cilindri, l'uno nell'altro. Il cilindro interno è libero di ruotare su cuscinetti ed è guidato da un'asta. Nel piccolo spazio tra i due cilindri c'è un olio denso che sopporti bene le alte temperature. L'ideale è l'olio usato nei motori delle auto.

Poiché lo spazio tra i due cilindri è poco, quando il cilindro interno ruota si produce una grossa resistenza (attrito) nell'olio. L'effetto della resistenza alla rotazione è che l'olio si riscalda. L'energia fornita per la rotazione attraverso l'asta è così trasformata in calore.

Per resistere al calore prodotto, i cilindri devono essere di metallo. Con una lattina di fagioli per il cilindro esterno e una da bibite per quello interno si può realizzare un modellino su piccola scala. Delle alette sul cilindro esterno, aumentando la superficie riscaldata, possono aiutare a disperdere il calore.

Fonte: www.na.iac.cnr.it
Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità Generatore di calore a bassa e/o incostante velocità - Pianta
MEG Motionless Electromagnetic Generator
Il MEG è un dispositivo elettromagnetico che produrrebbe energia elettrica intercettando le onde longitudinali elettromagnetiche emanate da quella che è conosciuta come "energia del punto zero", poiché permane anche alla temperatura dello zero assoluto. Secondo la teoria, il MEG non infrange la legge di conservazione dell'energia, infatti la "conservazione" avverrebbe attraverso il continuum spazio-temporale.

Il MEG è simile ad un trasformatore, il suo lavoro sarebbe appunto la trasformazione di una fonte di energia "diluita" in un vettore utilizzabile (energia elettrica).

Essenzialmente si compone di un nucleo magnetico rettangolare microcristallino, con interposto un forte magnete permanente, due piccoli avvolgimenti attuatori (input) detti di controllo e due avvolgimenti collettori di uscita (output). Agli avvolgimenti di controllo va collegata una fonte di impulsi ad una frequenza determinata, e a quelli di uscita il carico.

Attualmente ci sono 2 brevetti depositati in USA da Bearden, il principale artefice di questo dispositivo.

In Italia esiste un gruppo di ricercatori e appassionati che sta lavorando alla replica del Generatore Elettromagnetico Immobile, si può visionare il loro lavoro al link: www.progettomeg.it, il loro scopo è analizzare i progetti disponibili e verificare se c'è corrispondenza con quanto dichiarato dagli artefici di questo dispositivo.

Attraverso il forum www.forumcommunity.net è possibile seguire l'evoluzione dell'iniziativa.

MEG  Motionless Electromagnetic Generator
Immagine tratta da jnaudin.free.fr/meg/megdiag.htm
Idrolisi catalitica
Una società U.S.A. sostiene di aver messo a punto un sistema catalizzatore per ottenere idrogeno ed ossigeno dall'acqua, potrebbe essere installato anche in autovetture le quali sarebbero alimentate ad acqua distillata!

L'energia "primaria" che alimenta il sistema sarebbe termo-elettro-chimico-catalitica

  1. L'acqua viene immessa nel sistema "gCell", un reattore catalitico che compie un primo lavoro sulle molecole di ossigeno e idrogeno
  2. Queste sono quindi separate tra loro da una reazione termo-elettrotipia-catalitica, producendo ossigeno e idrogeno molto puri, che vengono accumulati in serbatoi separati.
  3. parte dei gas vengono utilizzati per fornire energia al sistema che in pratica si autoalimenta
  4. Il rimanente idrogeno può essere usato come combustibile o usato assieme all' ossigeno per produrre energia elettrica tramite fuel-cell (eCell)
  5. L'acqua distillata risultante può essere utilizzata per alimentare il sistema così sarebbe autosufficiente e autonomo.
Fonte: www.genesisworldenergy.org

Idrolisi catalitica
Reattore Adronico
Questa straordinaria tecnologia permetterebbe di avere calore/energia + carburante riciclando liquidi organici quali acque nere, olii esausti, liquami derivati dai processi agroReattore Adronico-zootecnici, ecc., non è ben chiaro quale sia il rendimento del sistema, sembra non vi sia pretesa di "moto perpetuo" ma di un sistema molto efficiente, la controversia nasce dal fatto che la tecnologia sarebbe basata su una nuova prospettiva scientifica in fatto di legami atomici.

Ciclo di funzionamento

Il liquido entra nel reattore e subisce un pre-trattamento che va ad eliminare tutto ciò che è di origine inorganica. Quindi, il flusso, sotto pressione, viene pompato attraverso un arco elettrico sommerso ad alto amperaggio, sottoponendo il liquido a temperature elevatissime (circa 5.500°C) e ad un’intensa luce ultravioletta provocando la sterilizzazione completa e la carbonizzazione di tutte le sostanze in sospensione. Inoltre il liquido stesso viene attaccato a livello molecolare e tutte le catene, ad esempio di idrocarburi presenti, vengono demolite e ridotte ai costituenti atomici.

Quello che si crea è un plasma liquido che ionizza potentemente gli atomi i quali iniziano ad interagire tra loro non appena si allontanano dall’arco elettrico, gli atomi dei vari elementi si ricompongono formando:

1) Gas combustibile (denominato Magnegas) che essendo più leggero dell’aria sale dentro una torre dividendosi dal liquido rimasto e viene raccolto dentro serbatoi ad alta pressione.

2) Acqua per usi irrigui.

3) A seconda della tipologia di liquidi trattati si possono avere diversi sottoprodotti, (carbone, composti azotati, ecc..)

Altro sottoprodotto in uscita dal reattore è l'energia termica, con temperature potenzialmente sufficienti alla produzione di energia elettrica.



Fonte ed altre informazioni: www.progettomeg.it

Forum di discussione sul reattore adronico e tecnologie simili www.forumcommunity.net