Attività speculative e truffe in ambito al settore energetico
Nel settore della produzione di energia e del risparmio energetico si sono già presentati e possono ancor più insinuarsi diversi metodi di truffa, essenzialmente perché, data la crescente sensibilità delle persone alle tematiche ambientali e al risparmio energetico, la base di utenti potenzialmente truffabili è enorme, a questo si aggiunge la scarsa preparazione tecnica della stragrande maggioranza delle persone che non hanno le basi per individuare subito le potenziali truffe.

Il danno che una strategia truffaldina può causare va ben oltre al danno del singolo truffato, in quanto può insinuare nell'opinione pubblica l'idea che le "energie alternative" siano tutte bufale da non prendere neanche in considerazione, le truffe possono essere molto sofisticate o anche solo arrivare a proporre sistemi validi e collaudati ma scadenti e fatti pagare come ottimali, lasciando nell'utente una profonda delusione ed avversione per quella specifica tecnologia ma anche per tutti i sistemi correlabili.

Per questi motivi è molto importante creare un osservatorio di controllo sull'operato degli adetti alla fornitura ed installazione di dispositivi per la generazione di "energia pulita" e di dispositivi per il risparmio energetico, censurando immediatamente comportamenti lesivi dell'immagine del settore presso l'opinione pubblica.

Altro punto importante da analizzare e tenere sotto controllo è la destinazione dei fondi pubblici in R&S per le "energie alternative" ed incentivi per la generazione di energia da fonti rinnovabili, dove, se da un lato si può trarre lo spunto per un consistente sviluppo del settore, dall'altro lato non mancano situazioni di speculazione negativa che niente hanno a che fare con gli obiettivi prefissati.
Truffe
Uno dei casi più eclatanti in fatto di truffe nel settore del risparmio energetico è il "caso Tuker" , dove una sedicente "società" proponeva l'installazione di un dispositivo elettromagnetico in grado di far risparmiare fino al 20% di combustibile per riscaldamento e minori emissioni di gas serra ed inquinanti fino al 70% !

Grazie a denunce alla magistrature e a mezzi di comunicazione, da parte di tecnici che si sono interessati del caso, nell'ottobre del 2002 i vertici di questa società truffaldina sono stati messi nelle condizioni di non continuare le loro attività.

users.libero.it/antap/Anta_e_T.html
www.agcm.it/agcm_ita/Tucker_Section3

Altri congegni simili ancora presenti sul mercato

www.ecodep.com
www.com3.it
www.moss-italia.com/bv.html
www.hse.it/ninfo/153597.htm
utenti.lycos.it/danygiga/index-4.html

A livello internazionale un campione di truffe è tale Dennis Lee, raccogliendo fondi di investimento per realizzare fabbriche dove produrre una sorta di pompa di calore per la produzione di energia elettrica sembra sia riuscito ad estorcere decine di milioni di dollari a singoli e anche a molte comunità, sensibili al risparmio energetico.

www.phact.org/e/dennis.html
Raggiri
Con il termine "raggiri" si intende identificare quelle situazioni dove non si riscontrano vere e proprie truffe ma quelle situazioni in cui si utilizzano delle norme, per lo più di incentivo alla produzione di energia da fonti rinnovabili, per piazzare dispositivi poco efficienti a costi non congrui, oppure per distrarre contributi utilizzando sistemi che poco hanno a che fare con le rinnovabili o anche casi di corruzione vera e propria tra enti pubblici e privati che speculino nella realizzazione di impianti energetici.

In Italia gli investimenti per le "nuove energie" in assieme dal 1992 ammontano a più di 70 miliardi di €, visti i risultati fin qui ottenuti è forte il dubbio che questi fondi siano stati almeno in parte distolti dalla vera destinazione.

Il caso quantitativamente più evidente è correlato alla normativa CIP 6/92 con la quale si instaurò una tassa di 1 Eurocent per kWh sul consumo di energia elettrica, il ricavato era destinato all' installazione di impianti da fonti rinnovabili. In realtà quasi tutti i fondi ricavati da questa tassazione sono stati dirottati in modo massiccio all' utilizzo di combustibili esauribili speculando sull'ambiguità di termini come "assimilate alle rinnovabili", come è stato evidenziato anche dalla X Commissione Parlamentare per le attività produttive dove nel verbale della seduta del 6 Novembre 2003 si legge testualmente:"... imposta ai cittadini ed alle imprese una tassa occulta in favore dei petrolieri stimata pari, per l'intera operazione CIP 6, a 30 miliardi di Euro, si tratta, infatti, di oltre 2 miliardi di Euro per 15 anni...". Questa operazione che rasenta la truffa legalizzata è stata, tra l'altro, ampiamente sottaciuta dagli organi di informazione, sopratutto dalle reti televisive.

Nell'obiettivo di incentivare le vere fonti rinnovabili non può esserci ambiguità che lascino spazio a speculazioni, se si vogliono incentivare anche le tecnologie più efficienti ma alimentate con combustibili esauribili si deve tenere separata questa incentivazione da quella delle rinnovabili, quindi il comportamento degli organi di governo nella gestione del CIP 6/92 è ampiamente censurabile e potrebbe anche configurarsi in reato.

Per informazioni:

www.energiadalsole.it
www.energiadalsole.it


La presa in giro delle tariffe biorarie dell'ENEL

Premessa

L’Enel è nato nel 1962 come ente di stato e oggi è società per azioni, della quale lo stato è ancora il socio di riferimento; quello che la controlla, insomma. Ed è quindi tanto più sgradevole doverne constatare i demeriti nei confronti dei cittadini italiani. Per esempio:

a)- secondo pareri anche recenti di analisti economici italiani e stranieri di ogni tendenza, uno dei motivi per cui le tariffe elettriche italiane sono fra le più care al mondo sta nella scarsa concorrenza, causata dalla posizione dominante che l’Enel ha tutt’ora sul mercato elettrico nazionale;

b)- l’Enel ha sempre ostacolato in modi diversi, ma tutti purtroppo efficaci, la diffusione anche in Italia dell’utilizzo “diffuso” e privato delle fonti di energia rinnovabile; per esempio:

- si è arrogato poteri normativi, usurpandoli al CEI, e li ha esercitati con ritardi di anni;

- ha elaborato il “Programma Tetti Fotovoltaici” in modo più dissuasivo che promozionale;

- ha messo in conto costi non dovuti (ha “fatto la cresta sulla spesa”) per l’allacciamento di impianti da rinnovabili alla rete, beccandosi nel 2001 un “ordine” di smetterla dall’Autorità per l’Energia; ma è sopravvissuto alla vergogna, forse perché incapace di provarne;

c)- infatti l’Enel, grazie al suo ostruzionismo alle attività altrui, è diventato il maggiore beneficiario dei contributi Cip6 per “sostegno a fonti rinnovabili” (nel 2003 il 41,1 % = 550,179 milioni di euro); contributi che sono finanziati con i sovrapprezzi imposti nel 1991 agli utenti elettrici italiani;

d)- infatti l’Enel ha avuto anche la faccia tosta di entrare sul mercato degli impianti privati e “diffusi“ da fonti rinnovabili; cioè di voler ricoprire contemporaneamente, sullo stesso campo di gioco, i ruoli di arbitro e di giocatore.

Il fatto nuovo

Da qualche settimana l’Enel invade i media con la pubblicità dei suoi contratti per le “tariffe differenziate”, sbandierando per gli utenti un possibile risparmio “fino all’8 per cento all’anno” (che francamente non mi sembra nemmeno poi tanto). Quelle tariffe tendono a “livellare” la richiesta, molto più forte nel giorno che nella notte e nei giorni lavorativi che in quelli festivi. Modificare le abitudini di consumo degli utenti concedendo sconti nelle ore più “vuote” è quindi un artificio tecnicamente valido ed economicamente proficuo per le società elettriche. Che infatti, per esempio in Svizzera, lo hanno adottato da decenni.

Purtroppo però l’Enel, nell’adottarlo, non ha saputo rinunciare ad inserirvi l’ennesima deplorevole furbata. Inciso: a mio parere spesso la furbizia è un succedaneo dell’intelligenza, al quale ricorre chi intelligente non è; ma non è certo questo il caso dell’Enel; il quale è solo prepotente; e lo è perchè, a buon motivo, si presume immune da rilievi e sanzioni.

I contratti per tariffe differenziate predisposti dall’Enel - diversamente da quelli utilizzati ad esempio delle circa 1.000 (dico, mille!) società elettriche svizzere - condizionano infatti il riconoscimento dello sconto al fatto che l’utente raggiunga, nelle ore scontabili, traguardi di consumo che vanno dal 26 al 57 per cento dei suoi consumi complessivi. Di conseguenza, se egli manca anche di un solo kilowattora il proprio traguardo, la diligenza e il disagio spesi nell’osservare gli orari non gli saranno retribuiti mentre solo l’Enel ne avrà ricavato un vantaggio economico. Ebbene, non so se questo si possa chiamare truffa o raggiro, ma qualche cosa di poco simpatico lo è di sicuro.

Leonardo Libero

19 febbraio 2005

Fonte: www.aspoitalia.net