Politiche energetiche nazionali ed internazionali

In questa sezione saranno contenute le informazioni sulle politiche energetiche in Italia e a livello internazionale.

Il grafico sottostante illustra le previsioni di sviluppo del bilancio energetico nazionale data l'attuale politica energetica, compresi gli incentivi e l'aumento progressivo dei certificati verdi oggi stabiliti.

Una valutazione dell’evoluzione "tendenziale" al 2020 del sistema energetico italiano, elaborata con il modello Markal, 


           

Nel primo decennio dello scenario il consumo di energia aumenta ad un tasso medio annuo dell’1,2% (lo stesso degli anni 90), mentre nel secondo decennio aumenta ad un tasso annuo dello 0,8%.

Come è evidente perdura la tendenza in atto alla sostituzione del gas naturale al petrolio (principalmente nella generazione elettrica, mentre sarebbe auspicabile un aumento del consumo per autotrazione) e la progressiva convergenza delle rispettive quote sul consumo totale, fino a quando, entro la fine del prossimo decennio, il gas diviene la prima fonte nel sistema energetico italiano.

E' evidente anche che lo scenario tendenziale non comporta miglioramenti rispetto alla situazione attuale: la dipendenza totale da combustibili fossili resta intorno all’85% per tutto l’orizzonte temporale (con una leggera tendenza alla crescita).

Restano marginali anche le fonti energetiche rinnovabili, nonostante lo scenario incorpori l’incremento della soglia di obbligo per i Certificati Verdi dello 0,35% all’anno dal 2004 al 2006, che restano sempre ben al di sotto del 10% del consumo totale di energia.

Fonte: www.governo.it/Dossier/energia_ambiente_rapporto/compendio.pdf


Politiche energetiche internazionali
La politica energetica internazionale dovrebbe essere lo strumento di indirizzo della politica energetica locale in un contesto globale dei suoi effetti.

La posizione del ns paese in questo scenario si ha esaminando alcuni passaggi ricavati in occasione del Summit Internazionale di Johannesburg, settembre 2002.
 
1) Una nota del Ministero dell'ambiente per l'occasione recitava:
"Ai fini dello sviluppo sostenibile, l'energia rappresenta al tempo stesso il problema e la soluzione. L'energia rende infatti possibile lo sviluppo, ma è anche una delle principali cause di inquinamento atmosferico e di altri danni che vengono arrecati alla salute dell'uomo e all'ambiente....... "
 
2) Comunicato stampa:
"Johannesburg, 2 set. (Adnkronos) - Accordo fatto sulla diffusione delle fonti rinnovabili al vertice sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg. L' intesa raggiunta dopo oltre 10 giorni di estenuanti trattative non prevede però ne impegni quantitativi ne scadenze."
Il Summit di Johannesburg sarà ricordato come un’opportunità mancata in quanto l'accordo raggiunto sulla diffusione delle fonti rinnovabili  non prevede  impegni quantitativi e scadenze, è in sostanza un accordo su un non programma, difendendo uno status quo a favore dell'industria dei combustibili esauribili e mantenendo anche le sovvenzioni governative, che sono sull'ordine dei 1.000 miliardi di dollari all'anno !
 
3) "E' positivo che i vertici mondiali si siano incontrati a Johannesburg per discutere sui temi relativi all'ambiente. Ma per quanto riguarda l'energia, l'accordo trovato è poco più di una dichiarazione di intenti, oggetto di un compromesso fatto per non danneggiare gli Stati Uniti e i Paesi aderenti all'Opec. Questi Stati non hanno voluto fissare alcun target per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La politica deve occuparsi dei valori dell'ambiente più che di business".
Con queste parole Salvatore Giammusso, amministratore delegato di Actelios, società specializzata in impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e biomassa), commenta l'accordo di Johannesburg sull'energia.
 
I tre passi sopradetti evidenziano che:

A) la questione energetica è "il problema" per lo sviluppo sostenibile, come dichiara il Ministero per l'ambiente, e sottintende che la soluzione di questo problema prevede l'adozione di fonti rinnovabili.

B) Dopo una attenta analisi e una giusta esposizione dei problemi l'azione politica non prende provvedimenti con ciò coerenti.

C) Favorire l'industria del petrolio non è una scelta politica per preservare l'occupazione e lo sviluppo economico, infatti favorire un settore di industrie ( in questo caso quelle petrolifere) è a danno di altre potenziali industrie (quelle che propongono fonti rinnovabili) le quali creerebbero un'occupazione  e uno sviluppo maggiore perché sostenibile. La scelta di Johannesburg è  contro una maggiore occupazione, è contro uno sviluppo economico/ecologico, ed è contro una soluzione per le risorse idriche ( altro grande tema che dipende per l' 80% direttamente dall'energia).

Il solo fatto di non aver preso decisioni chiare per l' adozione delle fonti rinnovabili significa aver rinviato oggettivamente uno sviluppo sostenibile.

Links
Estratto dal Libro bianco dell' ISES
www.fis.unipr.it


Johannesburg www.provincia.cremona.it/agenda21/lavori.htm
www.wwf.it/summit
europa.eu.int

Rapporti energia e ambiente pubblicati dall'ENEA
www.enea.it/com/web/pubblicazioni.html

 

Non tutti i paesi sono sprovvisti di programmi per un progressivo rinnovamento del sistema energetico, la nazione più determinata in questo senso sembra la Germania con iniziative che potrebbero sembrare perfino troppo azzardate ma che evidenziano quanto sia possibile fare per migliorare il sistema energetico e che a fronte di iniziali maggiori  costi ed investimenti si hanno anche iniziali maggiori benefici, sopratutto in termini di occupazione. www.lanuovaecologia.it/energia/politiche/3525.php