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La reazione di interesse più immediato è quella che si verifica tra i nuclei di due forme pesanti dell'idrogeno, gli isotopi deuterio e trizio (a temperature di 100 milioni di gradi): D+T = elio4+ neutrone + 17,6 MeV di energia Questa reazione è la più facile da realizzare ed è anche la più efficiente al fine della produzione di energia. Il deuterio è abbondante nell' acqua di mare (30 g /m3) mentre il trizio, materiale radioattivo con un tempo di dimezzamento di 12.36 anni, non esiste in quantità apprezzabili in natura e deve quindi essere generato. Nel futuro reattore a fusione i neutroni, che trasportano l' 80% dell' energia prodotta, saranno assorbiti in un "mantello", posto intorno al nocciolo del reattore stesso, contenente litio ( Li ), che si trasforma in trizio ed elio secondo le reazioni: Li7 +n= He4+T+n* -2.5 MeV (n*= neutrone lento) Li6 +n= He4+T + 4.86 MeV Il litio naturale (di composizione 92.5% Li7, 7.5% Li6) è relativamente abbondante nelle rocce della crosta terrestre (30 parti per milione ) ed è presente, in concentrazione minore, anche negli oceani. Approfondimenti Plasma focus Ruolo della fusione nucleare nei sistemi energetici futuri. |
![]() Altre reazioni esoenergetiche sono di interesse per la fusione termonucleare controllata, cioè le reazioni che coinvolgono nuclei di deuterio e di elio. Esse richiedono condizioni più spinte per il plasma (temperature molto più elevate di 100 milioni di gradi) Una linea di ricerca denominata "Plasma Focus" prevede la fusione di boro ed idrogeno ad energie nell'ordine di 100 keV, si avrebbe produzione di energia elettrica saltando il processo di espansione di vapore in turbina come invece previsto anche nel progetto ITER focusfusion.org ![]() Il 9 novembre 1991, in Gran Bretagna il reattore a fusione sperimentale europeo (Jet, nell'immagine) produsse, per la prima volta, energia da fusione per brevissimo tempo (frazione di secondo)
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