Le isole energetiche
La gestione delle acque potabili, delle acque di scarico, dei rifiuti, delle biomasse e della produzione di energia ha potenzialmente delle sinergie, queste possono essere utilizzate in complessi integrati per rendere efficiente al meglio la gestione di ciascuno dei suddetti servizi, è il concetto delle "isole energetiche" o "isole dei servizi di base"

Ogni provincia dovrà dotarsi di 1 o più isole energetiche (competenza su un raggio di 5-50 km), luoghi deputati a utilizzare le fonti energetiche localmente disponibili per trasformarle in fonti energetiche utilizzabili dalla comunità, da tali siti possono derivare: energia elettrica, energia termica, carburanti.
Tali siti offriranno anche altri servizi quali la depurazione delle acque, differenziazione e smaltimento dei rifiuti ed altri sottoprodotti quali emendanti e compost fertilizzanti,

Le isole energetiche, nella configurazione ottimale, sono costituite da:

1) Depuratori delle acque nere, con produzione di biogas ed emendanti per compost fertilizzante,

2) Sistema di fitodepurazione delle acque di scarico dei depuratori, dove saranno coltivate piante depuranti ad alta resa di biomassa. L'area di fitodepurazione deve, dove possibile, coincidere con un area di dispersione delle acque nei casi di piena dei fiumi e torrenti

4) Impianto idroelettrico a monte o a valle dell'impianto di fitodepurazione avente il maggior salto possibile. Altro sistema idroelettrico integrato all'acquedotto.

2) digestori anaerobici, dove, oltre che alla sostanza organica derivante dall'impianto di depurazione delle acque, si processeranno i reflui zootecnici, gli scarti alimentari e comunque la frazione umida dei rifiuti. Da questi impianti si ottiene biogas ed emendanti per compost fertilizzanti

3) Impianto di gassificazione della biomassa secca, con la produzione di woodgas e ceneri-emendanti per fertilizzanti

4) Centrale di generazione di energia elettrica a gas e a ciclo combinato (TGCC) alimentato con i gas ottenuti e con integrazione di alimentazione a metano per l'ottimizzazione dell'efficienza dell'impianto.

5) Impianto di produzione di carburanti liquidi ottenibili dai gas prodotti dalla biomassa (metanolo, benzine sintetiche, ecc.)

6) Sistema di accumulo geotermico dei cascami di calore, con scambiatore di calore per teleriscaldamento dove possibile o per la miglior gestione dei digestori anaerobici in mancanza di migliori alternative.

7) Nodo elettrico di rete per l'accumulo, il dispacciamento e la gestione dell'energia elettrica in funzione alla miglior efficenza di trasmissione di energia in rete, raccolta nel comprensorio di competenza anche dalle altre fonti energetiche rinnovabili ( impianti idroettrici, eolici, geotermici e solari).


Lo sviluppo nel tempo delle isole energetiche può essere così attuato:

Individuazione nel terrritorio dei siti idonei per la realizzazione delle isole energetiche
Realizzazione del primo impianto pilota entro 5 anni.
Realizzazione del 2° impianto dopo aver monitorato l'impianto pilota per 5 anni e averne recepito i miglioramenti e le ottimizzazioni possibili
Realizzazione di 10 impianti entro 20 anni dall'installazione dell'impianto pilota.
Realizzazione di altri 30 impianti nei 10 anni successivi (entro il 2030)
realizzazione di altri 60 impianti nei 10 anni successivi (entro il 2040)
Completamento dello sviluppo delle isole energetiche e dei servizi entro il 2050

La realizzazione del piano avrà l'effetto di:
Occupare a pieno il settore dell'agricoltura
Offrire servizio di riciclaggio di tutti i rifiuti o morchie, ottenendone un profitto e quindi abbassando l'attuale costo del servizio di smaltimento.
Fornire energia elettrica e carburanti, energia termica dove possibile, a costi non soggetti ad inflazione superiore a quella programmata
Depurare le acque reflue integralmente all'impianto e quindi con abbattimento dei costi
Gestione della rete elettrica
Salvaguardare il territorio da eventi alluvionali (per effetto della riforestazione e per effetto delle aree di fitodepurazione-dispersione acque)

Le isole energetiche possono anche delocalizzare parte degli impianti se questo è razionalmente preferibile.

Per il miglior controllo della gestione, l'impresa che conduce gli impianti delle isole energetiche è ad azionariato diffuso o public company, con partecipazione degli enti locali, i cittadini utenti dell'isola energetica hanno comunque il controllo del 51% delle azioni, tramite percentuale di quote a loro riservata e tramite l'esercizio dei propri poteri elettorali presso le amministrazioni pubbliche. Ogni anno è indetta una riunione pubblica in cui discutere le opinioni sulla conduzione degli impianti e sulla qualità dei servizi erogati, nonchè sui dividendi. I manager responsabili dell'impresa saranno compensati in base all'efficienza delgli impianti.