Impianti idroelettrici e aspetti idrogeologici.
l'energia idroelettrica è in assoluto la più economica, con il maggiore EROI, territorialmente non invasiva e paesaggisticamente mimetizzabile, non ha immissioni in atmosfera se non marginali e permette di regolare l'offerta e l'accumulo di energia.

Queste caratteristiche suggerirebbero di valorizzare al meglio tale fonte energetica, invece, sopratutto alla luce dei noti fatti delinqueziali del Vajont e ad una trascuratezza delle migliori norme di sicurezza, tale fonte energetica ha subito una perdita di immagine negli ultimi decenni. Le aziende elettriche hanno dismesso molti impianti idroelettrici, anche aziende produttive che si avvalevano di tali impianti sono state incentivate a dismetterli.

All'interno della nuova politica energetica i sistemi idroeletrici devono essere rivalutati alla luce delle più recenti tecnologie e conoscenze idrogeologiche.

Sarà predisposto a tale scopo un gruppo di lavoro nazionale con l'obiettivo di:

Monitorare l'attuale stato di sicurezza del patrimonio idroelettrico
valutare le migliori condizioni di sicurezza degli alvei fluviali, individuando le strategie preventive degli eventi alluvionali ( aree di dispersione delle acque e rimboschimenti)
Rivalutare il potenziale idroelettrico alla luce delle nuove tecniche di utilizzo per fini energetici anche delle correnti fluviali e dei salti minimi.
Individuare tutti i siti potenzialmente utilizzabili ai fini energetici, con potenza minima di 10 kW
Individuare tutti i siti adatti all'accumulo di acqua, sia a fini dell'efficienza della rete e elettrica e sia per la maggiore disponibilità di acqua per irrigazione.
Delegare agli enti territoriali la competenza sulla singola asta di bacino idrico,  aventi lo scopo di recepire ed attuare le norme di sicurezza, di maggior efficienza energetica e di servizio dei corsi d'acqua di competenza.

Risultati da conseguire:
Aumento della potenza idroelettrica di almeno 10.000 MW per la maggior parte con impianti mini e micro-idroelettrici
Aumento della potenza di accumulo di almeno il 50% rispetto all'attuale
Riduzione degli eventi alluvionali
Maggiore disponobilità di riserve idriche ai fini civili e irrigui

La strada maestra da seguire è il trattenimento delle acque nel territorio evitando il più possibile  la  impemeabilizzazione dei suoli e la eccessiva  regimentazione dei corsi d'acqua