Aspetti economici
E’ evidente che le diverse fasi del ciclo produttivo del combustibile da biomassa, sia esso di origine agricola o forestale, creano posti di lavoro e favoriscono la ripresa dei settori agricolo e forestale. Inoltre, anche l'industria collegata alle tecnologie di conversione energetica potrebbe trarre un considerevole beneficio occupazionale. Circa 1.700 posti di lavoro per TWh/anno sono necessari per produrre energia elettrica da biomasse, contro i 100 richiesti per la fonte nucleare e 115 per il carbone (fonte: www.ciemat.es)

Secondo uno studio dell'UE il danno prodotto dai combustibili fossili è valutabile in 0,03-0,08 €/kWh per il carbone, 0,02-0,05 €/kWh per il petrolio e 0,01-0,02 €/kWh per il gas naturale (fonte: www.itabia.it).

Un'altro recente studio dell'Unione Europea ha stabilito che i costi sanitari per le conseguenze dannose prodotte per ogni litro di benzina bruciata dalle auto nelle città sono di 0,7 Euro (fonte: www.isfe2000.com)

Benefici per la politica energetica
L'energia delle biomasse vegetali contribuisce a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico oltre che al perseguimento degli obiettivi imposti nell’ambito delle conferenze internazionali sul clima (fonte: www.elettricita.ch).