Agricoltura-agrienergia
Le aziende agro-energetiche sono quelle aziende agricole che, sinergicamente, producono prodotti energetici oltre ai classici prodotti agro-alimentari

Grazie alle tecniche di produzione di energia dalle biomasse e grazie a molte altre tecniche di generazione, le aziende agricole possono coltivare prodotti diversi dagli agro-alimentari.

Questa opportunità offre la possibilità di creare piena occupazione nel settore agro-zootenico e, potenzialmente, di aumentare in modo considerevole il numero degli addetti al settore.

Ai fini energetici le aziende agricole possono produrre le seguenti fonti primarie:
colture oleaginose
colture zuccherine-amidacee
colture da legname secco
reflui agro-zootecnici

Tali risorse energetiche possono essere trasformate in loco in energia secondaria ( elettricità, calore e carburanti), oppure conferite a centrali di raccolta ed utilizzo, questi centri di raccolta possono essere integrati nelle "isole energetiche" i siti nei quali è organizzata l'attività del settore energetico locale e altri servizi.

Per avere la miglior resa del sistema i centri di trasformazione/generazione dei prodotti energetici delle aziende agricole devono essere compresi in un raggio massimo di 50 km dai siti di produzione delle colture, la dimensione dell'impianto sarà perciò calibrata sulla disponibilità di materia prima locale.

Oltre alle colture dedicate l'impresa agricola potrà dedicarsi a curare,  a rotazione, i boschi adiacenti al territorio di competenza.

Le aziende agricole possono specializzarsi in colture agro-energetiche anche installando, dove ritenuto idoneo, sistemi idroelettrici, eolici e solari, più raramente geotermici.
La vera azienda agro-energetica saprà utilizzare al meglio e più efficientemente possibile il territorio di competenza, anche considerando la maggiore efficienza, rispetto alla superficie occupata, dei sistemi diversi dalla colture di biomasse, come sono i sistemi idroelettrici, eolici, fotovoltaici o solari termodinamici

La produzione di elettricità e carburanti da parte di aziende agricole o il conferimento delle risorse energetiche prodotte a centri di trasformazione crea una filiera agro-energetica simile alla filiera agro-alimentare.

Approfondimento:
www.agrienergia.it

  
Le isole energetiche
La gestione delle acque potabili, delle acque di scarico, dei rifiuti, delle biomasse e della produzione di energia ha potenzialmente delle sinergie, queste possono essere utilizzate in complessi integrati per rendere efficiente al meglio la gestione di ciascuno dei suddetti servizi, è il concetto delle "isole energetiche" o "isole dei servizi di base"

Ogni provincia dovrà dotarsi di 1 o più isole energetiche (competenza su un raggio di 5-50 km), luoghi deputati a utilizzare le fonti energetiche localmente disponibili per trasformarle in fonti energetiche utilizzabili dalla comunità, da tali siti possono derivare: energia elettrica, energia termica, carburanti.
Tali siti offriranno anche altri servizi quali la depurazione delle acque, differenziazione e smaltimento dei rifiuti ed altri sottoprodotti quali emendanti e compost fertilizzanti,

Le isole energetiche, nella configurazione ottimale, sono costituite da:

1) Depuratori delle acque nere, con produzione di biogas ed emendanti per compost fertilizzante,

2) Sistema di fitodepurazione delle acque di scarico dei depuratori, dove saranno coltivate piante depuranti ad alta resa di biomassa. L'area di fitodepurazione deve, dove possibile, coincidere con un area di dispersione delle acque nei casi di piena dei fiumi e torrenti

4) Impianto idroelettrico a monte o a valle dell'impianto di fitodepurazione avente il maggior salto possibile. Altro sistema idroelettrico integrato all'acquedotto.

2) digestori anaerobici, dove, oltre che alla sostanza organica derivante dall'impianto di depurazione delle acque, si processeranno i reflui zootecnici, gli scarti alimentari e comunque la frazione umida dei rifiuti. Da questi impianti si ottiene biogas ed emendanti per compost fertilizzanti

3) Impianto di gassificazione della biomassa secca, con la produzione di woodgas e ceneri-emendanti per fertilizzanti

4) Centrale di generazione di energia elettrica a gas e a ciclo combinato (TGCC) alimentato con i gas ottenuti e con integrazione di alimentazione a metano per l'ottimizzazione dell'efficienza dell'impianto.

5) Impianto di produzione di carburanti liquidi ottenibili dai gas prodotti dalla biomassa (metanolo, benzine sintetiche, ecc.)

6) Sistema di accumulo geotermico dei cascami di calore, con scambiatore di calore per teleriscaldamento dove possibile o per la miglior gestione dei digestori anaerobici in mancanza di migliori alternative.

7) Nodo elettrico di rete per l'accumulo, il dispacciamento e la gestione dell'energia elettrica in funzione alla miglior efficenza di trasmissione di energia in rete, raccolta nel comprensorio di competenza anche dalle altre fonti energetiche rinnovabili ( impianti idroettrici, eolici, geotermici e solari).


Lo sviluppo nel tempo delle isole energetiche può essere così attuato:

Individuazione nel terrritorio dei siti idonei per la realizzazione delle isole energetiche
Realizzazione del primo impianto pilota entro 5 anni.
Realizzazione del 2° impianto dopo aver monitorato l'impianto pilota per 5 anni e averne recepito i miglioramenti e le ottimizzazioni possibili
Realizzazione di 10 impianti entro 20 anni dall'installazione dell'impianto pilota.
Realizzazione di altri 30 impianti nei 10 anni successivi (entro il 2030)
realizzazione di altri 60 impianti nei 10 anni successivi (entro il 2040)
Completamento dello sviluppo delle isole energetiche e dei servizi entro il 2050

La realizzazione del piano avrà l'effetto di:
Occupare a pieno il settore dell'agricoltura
Offrire servizio di riciclaggio di tutti i rifiuti o morchie, ottenendone un profitto e quindi abbassando l'attuale costo del servizio di smaltimento.
Fornire energia elettrica e carburanti, energia termica dove possibile, a costi non soggetti ad inflazione superiore a quella programmata
Depurare le acque reflue integralmente all'impianto e quindi con abbattimento dei costi
Gestione della rete elettrica
Salvaguardare il territorio da eventi alluvionali (per effetto della riforestazione e per effetto delle aree di fitodepurazione-dispersione acque)

Le isole energetiche possono anche delocalizzare parte degli impianti se questo è razionalmente preferibile.

Per il miglior controllo della gestione, l'impresa che conduce gli impianti delle isole energetiche è ad azionariato diffuso o public company, con partecipazione degli enti locali, i cittadini utenti dell'isola energetica hanno comunque il controllo del 51% delle azioni, tramite percentuale di quote a loro riservata e tramite l'esercizio dei propri poteri elettorali presso le amministrazioni pubbliche. Ogni anno è indetta una riunione pubblica in cui discutere le opinioni sulla conduzione degli impianti e sulla qualità dei servizi erogati, nonchè sui dividendi. I manager responsabili dell'impresa saranno compensati in base all'efficienza delgli impianti.
Edilizia
Le abitazioni e i luoghi di lavoro hanno un fabbisogno energetico per le attività ed il comfort, tale fabbisogno può essere ridotto a parità di servizi resi.
La riduzione del fabbisogno  comporta una riduzione di costi,  tale da giustificare e rendere  conveniente  gli investimenti necessari all'installazione dei sistemi di riduzione del fabbisogno energetico. Oltre alla convenienza economica si ha un risparmio di 50/100 kWh ogni kWh speso per la realizzazione di tali sistemi.

Normative generali per le concessioni edilizie e per il fabbisogno energetico dei fabbricati in genere.

Tutte le nuove costruzioni dovranno essere certificate per un fabbisogno energetico non superiore ad 80 kWh/m2/anno. Edifici con efficienze maggiori godono di agevolazioni proporzionate alla maggiore efficienza

Tutte le nuove costruzioni saranno dotate di sistemi termosolari o comunque di sistemi FER, con la copertura del fabbisogno di calore di almeno il 50%. Gli impianti di riscaldamento devono essere a bassa temperatura, assistiti se necessario da caldaie a condensazione, o pompe di calore, possibilmente geotermiche, o altro sistema di uguale efficienza.

Tutte le costruzioni esistenti dovranno essere coibentate, anche con l'intervento di E.S.CO appositamente organizzate, al fine di ridurre il consumo energetico ad almeno 90 kWh/m2/anno. Il fabbisogno di energia termica dovrà essere soddisfatto per almeno il 40% da fonti rinnovabili o da recupero di cascami di calore. Per questi fini devono essere costituite società E.S.Co specializzate.


Generazione diffusa di energia elettrica
Tutti i cittadini possono installare sistemi FER privati di generazione dell'energia elettrica, secondo le norme tecniche stabilite e senza oneri di concessione anticipati, gli enti pubblici coinvolti ed interessati possono, eventualmente, partecipare al'impresa energetica a titolo di concessione, se e quando ne hanno diritto .

L'energia elettrica prodotta potrà essere immessa nella rete nazionale di trasmissione al netto dell'energia autoconsumata, e adeguatamente remunerata.

I sistemi di cogenerazione saranno adeguatamente incentivati e promossi, facilitando la concessione delle installazioni e partecipando ad un fondo finanziario a interessi prossimi allo 0. I sistemi di cogenerazione integrati ad impianti FER potranno godere di contributi quando installati entro i prossimi 10 anni, con incentivo decrescente nel tempo.

Gli utenti con consumi di energia termica superiori o equivalenti ai consumi di energia elettrica o comunque superiori a 500 MWh termici/anno devono provvedere all'installazione di sistemi di cogenerazione in misura tale da soddisfare tutto il fabbisogno termico. A tal fine saranno promosse delle società E.S.Co. specializzate

La rete nazionale di trasmissione dell'energia elettrica dovrà essere adeguata alla massima gerazione distribuita, i sistemi di cogenerazione possono partecipare all'ottimizzazione di gestione della rete
Impianti idroelettrici e aspetti idrogeologici.
l'energia idroelettrica è in assoluto la più economica, con il maggiore EROI, territorialmente non invasiva e paesaggisticamente mimetizzabile, non ha immissioni in atmosfera se non marginali e permette di regolare l'offerta e l'accumulo di energia.

Queste caratteristiche suggerirebbero di valorizzare al meglio tale fonte energetica, invece, sopratutto alla luce dei noti fatti delinqueziali del Vajont e ad una trascuratezza delle migliori norme di sicurezza, tale fonte energetica ha subito una perdita di immagine negli ultimi decenni. Le aziende elettriche hanno dismesso molti impianti idroelettrici, anche aziende produttive che si avvalevano di tali impianti sono state incentivate a dismetterli.

All'interno della nuova politica energetica i sistemi idroeletrici devono essere rivalutati alla luce delle più recenti tecnologie e conoscenze idrogeologiche.

Sarà predisposto a tale scopo un gruppo di lavoro nazionale con l'obiettivo di:

Monitorare l'attuale stato di sicurezza del patrimonio idroelettrico
valutare le migliori condizioni di sicurezza degli alvei fluviali, individuando le strategie preventive degli eventi alluvionali ( aree di dispersione delle acque e rimboschimenti)
Rivalutare il potenziale idroelettrico alla luce delle nuove tecniche di utilizzo per fini energetici anche delle correnti fluviali e dei salti minimi.
Individuare tutti i siti potenzialmente utilizzabili ai fini energetici, con potenza minima di 10 kW
Individuare tutti i siti adatti all'accumulo di acqua, sia a fini dell'efficienza della rete e elettrica e sia per la maggiore disponibilità di acqua per irrigazione.
Delegare agli enti territoriali la competenza sulla singola asta di bacino idrico,  aventi lo scopo di recepire ed attuare le norme di sicurezza, di maggior efficienza energetica e di servizio dei corsi d'acqua di competenza.

Risultati da conseguire:
Aumento della potenza idroelettrica di almeno 10.000 MW per la maggior parte con impianti mini e micro-idroelettrici
Aumento della potenza di accumulo di almeno il 50% rispetto all'attuale
Riduzione degli eventi alluvionali
Maggiore disponobilità di riserve idriche ai fini civili e irrigui

La strada maestra da seguire è il trattenimento delle acque nel territorio evitando il più possibile  la  impemeabilizzazione dei suoli e la eccessiva  regimentazione dei corsi d'acqua